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Vice Presidente di Film Commission Torino Piemonte - Collaboratore in Staff Assessorato Attività Produttive, Commercio, Lavoro Città di Torino

La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere

Nel corso del tempo il lavoro mi ha insegnato che sono infinite le cose che non sappiamo. Da lì, il mio impegno per l'informazione e la divulgazione è diventato "passione".


giovedì 31 gennaio 2013

LO SPETTRO DEL XXI SECOLO

Nonostante gli sviluppi nel campo della ricerca, il tumore resta lo spettro del XXI secolo.

  • Perché il trend di crescita non si arresta, pur avendo sconfitto la patologia in molti campi?
  • Quanto conta una scienza diagnostica più precisa e l'aumento delle aspettative di vita rispetto al passato?
  • Quai progressi sono stati raggiunti nell'ambito oncologico?
  • Quale aiuto viene fornito alle famiglie?
Ne parlano, ad Antropos, il dr.  Mario Airoldi - Direttore di Oncologia Medica 2 Città della salute e della Scienza di Torino e il dr. Lorenzo Rihicardi - Università Epidemiologica Tumori Università di Torino -

Intervista di Antonella Frontani
Focus  - Giorgio Diaferia -

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martedì 29 gennaio 2013

CARCERI: COSA FARE?

La realtà  del carcere in Italia ha raggiunto livelli preoccupanti:

  1. sovraffollamento
  2. tossicodipendenze e gravi malattie
  3. gestione  del rapporto con l'esterno e le famiglie
  4. possibilità di lavoro e di attività riabilitative
  5. misure alternative

sono alcuni di problemi che richiedono una soluzione urgente.

Ad Antropos ne parlano gli operatori del Gruppo Abele che operano per il sostegno e la riabilitazione dei detenuti.

Intervista di Antonella Frontani
Servizi a cura di Giorgio Diaferia


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venerdì 25 gennaio 2013

KISSINGER: “GIANNI, I MISS YOU”




E' nelle pieghe del rapporto tra Gianni Agnelli e il premio Nobel per la Pace Henry Kissinger che si può cogliere l'aspetto più introspettivo dell'Avvocato.

L'ex segretario di Stato americano è stato suo grande amico per più di trent'anni, e il forte rapporto con lui rappresentava l'ammirazione che Agnelli nutriva per la cultura americana carica di energia e innovazione.
L'Avvocato visse con orgoglio la sua appartenenza culturale a Torino, eppure, fu brillante interlocutore di una figura autorevole come Kissinger che lo ricorda cittadino del mondo, guidato da una filosofia attenta d principi di democrazia, apertura sociale, e innovazione.
L'Avvocato rivendicava la sua torinesità e, nel contempo, emanava il fascino dell'uomo globale.
In una lunga intervista pubblicata da “La Stampa”, Kissinger traccia l'aspetto più introspettivo e seducente dell'amico, l'introspezione dell'uomo lontana della storia del personaggio pubblico narrata dai libri.
Appartiene alla storia, infatti, la sua dedizione alla FIAT, conscio del valore economico che l'azienda di famiglia rappresentava per il suo paese, e l'attenzione alla città dalla quale non si allontanò mai davvero, pur vivendo ovunque con grande spigliatezza.
Kissinger ricorda, invece, l'uomo: il suo charme che era fatto di calore, il suo stile che non era mai affettato ma naturale, la sensibilità che gli faceva cogliere la leggerezza e la profonda malinconia in una composizione di Mozart.
Narra della straordinaria fisicità che lo portava a sfidare il pericolo alla guida di potenti auto, o di aerei che faceva atterrare in qualunque condizione, e dell'urgenza con cui trascinava l'amico nella contemplazione di un'opera di Michelangelo.
Era tifoso della sua squadra con la stessa passione che ardeva in curva, pur emanando elenganza in ogni gesto, come un levriero a caccia.
Inevitabilmente amato da molte donne, restò leale alla sua famiglia con il senso di protezione e responsabilità di un capo-branco.
Henry che, come lui fu militare, ricorda come Gianni mantenne per sempre l'aria seducente di ufficiale di cavalleria che fu da ragazzo.
Come ogni grande uomo, sopportò i dolori della sua malattia con una grande dignità e senza alcun lamento.
L'unico dolore che lo gettò nel silenzio e nel suo baratro fu la morte di suo figlio Edoardo. La dignità implose nel buio della sofferenza.
Fu un uomo autorevole nel mondo tanto da rischiare di essere ricordato come una figura lontana, quasi snob. Invece quel modo tutto suo di inclinarsi verso l'interlocutore gettandogli gli occhi negli occhi lo rendeva vero, semplice e straordinariamente irresistibile.
Quello era lo charme...



TORINO RICORDA L'AVVOCATO




Si è tenuta nel Duomo di Torino e nella Sala Rossa del Comune la cerimonia di commemorazione del Senatore Avvocato Gianni Agnelli.

Bastava vedere la piazza del Comune gremita di ospiti illustri, di giornalisti, di cittadini per capire, in un attimo, che il tempo non ha scalfito il ricordo che la città conserva di Gianni Agnelli.
A dieci anni dalla sua scomparsa il Sindaco Piero Fassino, dopo la funzione che si è tenuta al Duomo, ha celebrato la memoria dell'Avvocato accogliendo, oltre ai membri di Giunta e Consiglio, tutti coloro che a lui erano legati: suo nipote John Elkann, Sergio Marchionne, Luca Montezemolo, Cesare Romiti e, tra i suoi amici più cari, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
La partecipazione del Presidente è avvenuta in virtù di un profondo rapporto di reciproca stima, e in omaggio al forte rispetto delle istituzioni che ha contraddistinto la vita e il lavoro dell'Avvocato.
Per il senso di equilibrio democratico che dimostrò nel suo ruolo di Presidente della FIAT, Francesco Cossiga lo nominò senatore a vita e Gianni Agnelli intrecciò ancor più il legame tra la sua storia personale e quella del Paese.
Le generazioni degli Agnelli che hanno guidato la FIAT, dei dirigenti, dei tecnici e degli operai sono state le forze motrici di un cammino di trasformazione e avanzamento del nostro paese.
Il Presidente Napolitano, proprio all'insegna di un profondo spirito di attaccamento all'Italia, di un sentire nazionale ed europeo che possa garantirci un progresso nel mondo globale, è tornato a Torino, la città che ha celebrato con commozione il Centocinquantesimo dell'Unità, per cercare quella rispondenza civile e quella partecipazione popolare che contraddistingue la città, e che l'Avvocato coltivò per tutta la sua vita.
Il Sindaco Fassino, nel suo discorso, ha sottolineato la formae mentis di un uomo che visse il suo ruolo di “cittadino del mondo”, senza mai recidere il profondo legame con la città e con la sua più autentica “torinesità”.
Parigi e New York erano le sue case ma Torino era il porto sicuro, il luogo in cui ha fatto crescere la sua azienda, la città che reso un'importante realtà economica e un esempio di stile e rigore in tutto il mondo.
L?understatment torinese che lo contraddistinse per tutta la vita ne fece un uomo pubblico sempre attento a non cedere ad esibizioni narcisistiche, a facili enfasi propagandistiche.
Il ricordo del Sindaco è ricco di stima, riconoscenza e affetto in virtù di un legame che si consolidò nel tempo, nel corso di una lunga collaborazione politica in cui ricorda l'affinità di modi che l'Avvocato espresse a D'Alema in due parole: “Fassino è dei nostri. E' serio, come solo i torinesi sanno essere. Ce ne fossero più di torinesi nel mondo...”.
Compostissimo e molto tenero è stato il ricordo di suo nipote, John Elkann.
Lui, così altero, dai tratti nobili, educatissimo e di una bellezza angelica, ha ricordato quello che ha considerato come un tratto fondamentale nel rapporto che suo nonno ha tenuto con la città: il tratto della semplicità, dell'affetto, del dialogo diretto, del senso di responsabilità.
Ha ragione John: il segreto della grandezza dell'Uomo, è racchiuso nella sua semplicità.

domenica 20 gennaio 2013

giovedì 17 gennaio 2013

GIORGIO BOCCA: UNO SGUARDO INDIMENTICABILE SUL MONDO




Si è celebrata a Torino l' inaugurazione del Master di Giornalismo che la città ha deciso di dedicare al grande scrittore e giornalista Giorgio Bocca, scomparso poco più di un anno fa.
A ricordare l'Uomo e il Cronista d'Italia c'erano il Prorettore Sergio Rota, il Sindaco Piero Fassino, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti Alberto Sinigaglia, il vicepresidente dell'Istituto storico della Resistenza Giorgio Agosti, Giovanni De Luna, il direttore del Master Gian Paolo Caprettini, il segretario nazionale dell'Ordine dei Giornalisti Gian Carlo Ghirra e una folla stipata di persone che aveva voglia di ricordare Giorgio Bocca.
Molto attesa la Lectio Magistralis sul giornalismo tenuta da Ezio Mauro.
Il suo è stato un intervento lucido sulla necessità che il mestiere del giornalista sia incentrato sul rifiuto alla retorica, sulla ribellione all'analisi banale, sul disprezzo per la sciatteria.
Mauro si è esibito ne “l'elogio della parola”, a scapito della smodata aggettivazione che spesso tenta impropriamente di arricchire il senso delle parole, già completo, in verità.
E' una bella penna, Mauro, un buon oratore , anche se non dotato del timbro vocale più seducente.
Il suo pensiero è corretto e leale, anche se un cattivo uso del diaframma gli impedisce il fluire musicale dei discorsi.
Il tono, però, si è infiammato quando ha iniziato a ricordare l'Amico : Bocca.
Ha ricordato il vigore del Partigiano, la durezza del giornalista intellettualmente corretto, l'onestà che ha ereditato dalle umili origini e la forza che solo quel mondo poteva regalargli.
Ha ricordato come Bocca fosse tacciato di primitivismo e come tale “accusa” fosse un vanto per un uomo che non conosceva compromessi.
La “città” era lì a ricordare lo scrittore esattamente come Mauro lo descriveva e si è stretta in un abbraccio ideale perché nulla si perda del suo pensiero e di ogni suo scritto.
A me, però, un'immagine è tornata prepotentemente davanti, prima dei suoi libri: il suo indimenticabile, profondissimo sguardo. Lì c'era tutto: le accuse più pesanti e ogni umana assoluzione.



IN SOMALILAND E' NATO UN OSPEDALE PER BAMBINI


Ad Hargheisa, nel Somaliland, ai confini con l'Etiopia, è nato un ospedale pediatrico che lavora per la cura dei bambini affetti da gravi patologie.

Un gruppo di professionisti volontari mette a disposizione la propria competenza per la salvezza dei piccoli pazienti che vivono in una zona minacciata dalla povertà e dalla siccità.

Ad Antropos ne parla Piero Abbruzzese, Dirigente di Primo Livello al reparto di Cardiochirurgia dell'Ospedale Regina Margherita di Torino e Presidente dell'Associazione M.A.S., che da tempo lavora con gioia al progetto. Importate la collaborazione con “Lo Specchio dei Tempi” ( La Stampa ) e con Marco Berry ed il suo gruppo.

Conduce il programma la giornalista Antonella Frontani

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venerdì 11 gennaio 2013